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Chiude Mosaicoon, la startup siciliana simbolo di innovazione digitale

Nata a Palermo ma cresciuta nella Silicon Valley, la società non ha retto la concorrenza con i grandi player della comunicazione digitale

Finisce Mosaicoon, la startup fondata da Ugo Parodi Giusino che ha ispirato un nuovo modo di fare imprenditoria. Un’azienda che ha fatturato quasi 20 milioni di euro, portando lavoro a circa 100 persone. Mosaicoon è stata insignita di premi internazionali, tra i quali il “Best European Scaleup” per le aziende europee con il più alto potenziale di crescita. Nel 2011 il Presidente della Repubblica ha consegnato a Parodi il premio dei premi per l’innovazione. 

Mosaicoon è stato il primo marketplace per acquisto, vendita e distribuzione di contenuti video originali. La piattaforma connetteva i videomakers professionali con brand e agenzie che avevano bisogno di video di alta qualità. Le soluzioni end-to-end consentivano di ottenere contenuti video illimitati, testarli su canali media internazionali e ottenere risultati in real time per massimizzare il loro budget destinato alla pubblicità. Tutto a costi di tempo e denaro molto più limitati dei processi di produzione video tradizionali.

Fallire per una startup è un fatto normale.  Il 90% delle startup falliscono perchè è difficile competere in un mercato di multinazionali. “Bisogna innovare, servono investimenti, dall’altra parte ci sono player enormi. Noi abbiamo provato a fare innovazione in Sicilia e sono fiero di quello che abbiamo fatto. I miei dipendenti hanno capito che sarebbe stato difficile andare avanti. Noi abbiamo sicuramente fatto degli errori e per una startup che vuole muoversi in questo mercato gli errori si pagano”- ha dichiarato Giusino in un comunicato stampa.

“Per adesso parliamo di chiusura. Ci sono mille soluzioni per un’azienda in crisi vedremo quale sarà quella percorribile. Non sappiamo esattamente che cosa succederà. Sappiamo solo che l’attività dell’azienda si ferma”. C’è quindi di capire se la società andrà in concordato o in liquidazione, ma certamente ci saranno da valutare gli impegni con i creditori, a partire dai dipendenti che si sono ritrovati da un giorno all’altro disoccupati.

Redazione

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